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Da operaio in fabbrica a imprenditore a Ibiza: perché ragiono sempre partendo dai numeri

Federico Pregheffi
Federico Pregheffi
6 ottobre 2026·3 min di lettura

Ho iniziato a lavorare a 14 anni. Non per passione, ma perché serviva. Per nove anni le mie giornate sono state divise a metà: di giorno in fabbrica, di notte dietro al bancone di un bar. Sveglia presto, letto tardi, e nel mezzo la sensazione che la vita dovesse essere qualcos'altro.

Quel qualcos'altro aveva un nome preciso: Ibiza.

La prima stagione

Nel 2014 ho lasciato tutto in Italia e sono partito per la mia prima stagione. Vendevo mojito sulla spiaggia di Playa d'en Bossa, sotto il sole, avanti e indietro tutto il giorno. Per molti sarebbe stato un lavoretto estivo. Per me era l'inizio di tutto, perché sentivo che quest'isola era casa mia.

Quella stagione mi ha insegnato la prima regola di Ibiza: qui tutti si conoscono. Le persone che incontri in spiaggia a giugno sono quelle che ti aprono una porta a ottobre. Chi lo capisce costruisce. Chi non lo capisce resta sempre un turista, anche se ci vive.

Il bar, il COVID e il punto zero

Nel 2017 ho aperto il mio cocktail bar. Era il sogno di chi ha passato anni dall'altra parte del bancone: un posto mio, curato nei dettagli, dove le persone stavano bene.

Nel 2020 il COVID me l'ha fatto chiudere. Da un giorno all'altro mi sono ritrovato senza niente. Non è stato solo un colpo economico: è stato il momento in cui ho dovuto guardare in faccia tutto quello che avevo sbagliato e tutto quello che avevo fatto bene.

La lezione più dura è stata questa: l'entusiasmo non paga i conti. Avevo aperto con il cuore, e il cuore serve, ma non basta. Servono i numeri. Sapere prima quanto ti costa ogni mese, quanto devi incassare per stare in piedi, cosa succede se una stagione va male.

Ripartire dai numeri

Sono ripartito da zero, con un telefono e un computer. Ho iniziato a vendere servizi online, poi mi sono avvicinato ai mercati finanziari e ai sistemi basati sull'intelligenza artificiale. È un mondo dove le emozioni ti distruggono e dove sopravvive solo chi ragiona sui dati.

Quell'esperienza mi ha cambiato il modo di pensare. Oggi, davanti a qualsiasi progetto, la prima domanda che mi faccio non è "quanto è bello?", ma "i numeri reggono?".

Ibiza oggi

Oggi Ibiza è casa mia per davvero. Ci vivo e ci lavoro tutto l'anno, non solo d'estate. Ho costruito le mie attività qui, e in oltre dieci anni ho conosciuto le persone che fanno funzionare l'isola: commercialisti, avvocati, agenzie, fornitori, imprenditori.

E ho visto tanti italiani arrivare con lo stesso entusiasmo che avevo io, e fare gli stessi errori. Locali presi senza capire il contratto. Budget calcolati sulla speranza. Mesi persi a cercare le persone giuste, affidandosi a quelle sbagliate.

Perché faccio quello che faccio

Per questo oggi aiuto imprenditori italiani che vogliono aprire un'attività o investire a Ibiza. Non vendo sogni e non vendo case. Faccio una cosa sola: metto i numeri veri sul tavolo prima che tu spenda un euro, e se il progetto regge ti apro le porte giuste.

Se l'analisi dice che non conviene, ti ho evitato l'errore più caro della tua vita. Se dice che conviene, parti con un piano e con le persone giuste accanto.

È quello che avrei voluto trovare io, quando sono arrivato con un secchio di mojito e tanta voglia di fare.

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